La Giornata Mondiale del Diabete in TV

Ha preso il via ufficialmente oggi 4 novembre l'edizione 2019 della Giornata Mondiale del Diabete. Ospiti della trasmissione Uno Mattina su Rai1, il Prof. Paolo Di Bartolo (Presidente eletto Associazione Medici Diabetologi AMD), Rita Lidia Stara, (Vicepresidente Diabete Italia) e Concetta Suraci (Presidente Diabete Italia) hanno inaugurato la serie di momenti dedicati alla GMD, che quest'anno si occupa di "Diabete e Famiglia". La mattinata è proseguita con la conferenza stampa presso l'Hotel Nazionale di piazza Montecitorio a Roma. 

GMD: il 4 novembre la conferenza stampa. Tra i partner anche il Segretariato Sociale RAI

 

Giornata Mondiale del Diabete: è iniziato il conto alla rovescia. Il 4 novembre la campagna si aprirà con la Conferenza Stampa in programma a Roma presso l’Hotel Nazionale.  Anche quest’anno tra i media Partner c’è il Segretariato Sociale della RAI.

Il tema della GMD anche per questo 2019 sarà "Diabete e famiglia": il diabete è una malattia che può essere anche molto invalidante e tutti i familiari devono essere coinvolti nella prevenzione e nella sua gestione.

Il messaggio chiave della campagna di sensibilizzazione sarà quindi: “DIABETE: PROTEGGI LA TUA FAMIGLIA". 

RIDUCI IL RISCHIO CON DELLE AZIONI SEMPLICI

SAI OUALI SONO? Dieta e stile di vita sano, attività fisica, controlli periodici

E per il Diabete tipo 1? L’importante è la prevenzione della chetoacidosi.

Attenzione quindi ai segnali d’allarme: tanta sete, tanta pipì, dimagrimento rapido

Dal 4 al 17 novembre un programma fitto di appuntamenti interesserà ogni parte dello Stivale: per sapere le iniziative più vicine a voi consultate la nostra pagina dedicata alla GMD

https://www.diabeteitalia.it/eventi-GMD

Diabete: diagnosi precoce riduce il rischio di complicanze acute come la chetoacidosi

Comunicato Stampa SIEDP- SIP

Il diabete è una malattia comune nell'adulto ma colpisce anche il bambino ed anzi e' la patologia endocrina più comune in pediatria. Si stima che in Italia siano presenti almeno 16000 bambini affetti da diabete e che ogni anno circa 1500 bambini presentino l’esordio della malattia.

Da studi effettuati negli ultimi 10 anni circa il 40% (stabile in questi anni) dei bambini diabetici all’esordio presenta una temibile complicanza la chetoacidosi diabetica, che una volta instaurata richiede una attenta ed esperta gestione in ambito ospedaliero specialistico.

La Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica (SIEDP) ha definito un protocollo per la sua gestione, in modo da evitare le temibili complicanze (0,15-0,3%) della chetoacidosi diabetica che vanno da conseguenze neurologiche gravi fino alla morte, come purtroppo tuttora accade (Alessandro S. Salerno dicembre 2017 e Carla B. Parma maggio 2018) e come sembrava fosse accaduto nei giorni scorsi al piccolo Giulio, il bambino di tre anni morto nel vicentino, che dalle prime indiscrezioni sembrava essere deceduto in seguito a complicanze del diabete.

Il diabete esordisce usualmente con tre sintomi principali: il paziente beve di più, urina di più e tende a perdere peso. L'esame delle urine e della glicemia permette di fare diagnosi: glucosio nelle urine e chetoni, glicemia elevata nel sangue. Tuttavia, a volte, le manifestazioni cliniche all'esordio della malattia sono complicate dalla presenza di altri sintomi o patologie concomitanti che confondono il quadro. 

La diagnosi precoce è fondamentale e riduce moltissimo il rischio delle complicanze acute del diabete (chetoacidosi) conseguenti alla grave compromissione metabolica, presente per definizione all'esordio della malattia. Una procedura semplice ed efficace per fare diagnosi precoce è rivolgersi al pediatra ed eseguire un test di immediata risposta delle urine se il bambino beve e urina di più del solito. Alla stessa maniera chiediamo che a tutti i bambini che si presentano per una valutazione in un pronto soccorso pediatrico, accanto alla valutazione dei parametri rilevati di routine (pressione saturazione frequenza cardiaca etc), sia eseguita una glicemia capillare che permetterebbe il pronto riconoscimento della situazione.

Al momento non è possibile prevenire il diabete dei bambini ma la chetoacidosi diabetica si!

E’ importante che tutti i genitori vengano informati e proprio a questo scopo, la SIEDP, che riunisce e rappresenta i pediatri che in Italia sono specializzati nella cura del diabete, ha effettuato negli scorsi anni una campagna di sensibilizzazione nazionale sulla diagnosi del diabete all'esordio e ne ha programmata una nuova per il 2020.

Prof. Stefano Cianfarani - Presidente SIEDP

Prof. Alberto Villani - Presidente Società Italiana di Pediatria

7/8/2019

 

GMD2019, manca poco al via

Diabetologie aperte, eventi sportivi, valutazioni del rischio diabete e tante altre iniziative: sono già centinaia gli eventi in programma in occasione della Giornata Mondiale del Diabete, che si celebra in tutto il mondo il 14 novembre. Dal 4 al 17 novembre un programma fitto di appuntamenti interesserà ogni parte dello Stivale: per sapere le iniziative più vicine a voi consultate la nostra pagina dedicata alla GMD

https://www.diabeteitalia.it/eventi-GMD

Morire per mancata diagnosi di diabete: mai più

E’ di ieri la notizia del dramma di due genitori nel Vicentino, che hanno perso il loro bimbo di tre anni per una mancata diagnosi di diabete. Un pargoletto di tre anni gioioso e attivo come sono i bimbi a quell’età, che improvvisamente ha smesso di sorridere, pallido e con un forte dolore alla pancia. Per due volte Giulio - questo il nome del piccolo – è stato portato in Pronto Soccorso da mamma e papà, ma solo quando ormai non vi era più nulla da fare, la diagnosi di diabete T1 ha spiegato ciò che stava accadendo. Eppure sarebbe bastato un piccolo prelievo capillare, veloce e indolore, e Giulio avrebbe potuto avere una vita lunga e felice, invece che andarsene in sole 12 ore. Ma il medico che lo ha preso in cura probabilmente non ha pensato a questa malattia subdola. Non ne ha riconosciuto i sintomi, li ha sottovalutati. Giulio è solo l’ennesima vittima di un sistema che non funziona come dovrebbe e dimostra come vi sia il bisogno urgente di rivedere i protocolli e sensibilizzare i medici dell’emergenza sui sintomi del diabete di tipo 1 e sulla chetoacidosi. La presidente di Diabete Italia Concetta Suraci, appresa la notizia, ha scritto subito al sottosegretario del Ministro della Salute Giulia Grillo per un confronto. Nell’attesa di una risposta dal Ministero, che si spera arrivi il prima possibile, tutto il comitato di coordinamento di Diabete Italia vuole essere vicino ai genitori del piccolo Giulio e rivendica a gran voce un intervento legislativo, per far sì che ciò che è successo nell’ospedale vicentino non accada mai più.

 

2/8/2019