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Vivere con
il Diabete

Informazioni e approfondimenti sulla gestione del diabete.

Donna sorridente che consulta lo smartphone in un ufficio luminoso

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Scuola

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Tornare a scuola dopo la diagnosi

La diagnosi di diabete, soprattutto quando arriva durante l’infanzia o l’adolescenza, rappresenta un cambiamento importante per tutta la famiglia. La scuola, però, deve rimanere un luogo di apprendimento, socialità e crescita, non un ambiente da cui il bambino deve essere allontanato per la necessità di gestire la terapia.

Il rientro a scuola dovrebbe essere organizzato attraverso una collaborazione tra famiglia, scuola e servizi sanitari, individuando con chiarezza le necessità individuali dello studente.

A seconda dell’età e del grado di autonomia, può essere necessario prevedere:

  1. la possibilità di controllare la glicemia o utilizzare il sensore durante l’orario scolastico;
  2. la disponibilità di insulina e degli strumenti necessari alla terapia;
  3. la gestione dei pasti e degli spuntini;
  4. la disponibilità di zuccheri a rapido assorbimento in caso di ipoglicemia;
  5. indicazioni operative per riconoscere e gestire eventuali episodi di ipoglicemia o iperglicemia;
  6. procedure per le situazioni di emergenza;
  7. la possibilità di partecipare a educazione fisica, gite, uscite didattiche, campi scuola e altre attività extrascolastiche.

Le raccomandazioni interministeriali del 2005 sulla somministrazione dei farmaci a scuola prevedono procedure finalizzate a tutelare contemporaneamente diritto allo studio, salute e benessere dello studente. La concreta organizzazione dell’assistenza può tuttavia dipendere anche dalle procedure regionali e locali.

È importante inoltre evitare che il bambino venga definito dalla sua malattia. Gli insegnanti e il personale scolastico dovrebbero conoscere ciò che è necessario per garantire sicurezza e inclusione, tutelando allo stesso tempo la privacy dello studente.

Trasferimento in un’altra scuola: come comportarsi?

È utile predisporre una documentazione aggiornata sulle necessità dello studente e concordare, prima dell’inizio della frequenza, chi deve essere informato, quali sono le procedure da seguire e come gestire terapia, pasti, attività fisica e situazioni di emergenza.

L’obiettivo è mettere la scuola nelle condizioni di accogliere lo studente in sicurezza e permettergli di partecipare alla vita scolastica come i suoi coetanei.

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Lavoro

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Professioni e requisiti sanitari

La scelta professionale dovrebbe essere valutata sulla base delle competenze, dei requisiti della mansione e dell’effettiva compatibilità tra condizioni di salute e attività da svolgere.

Esistono tuttavia alcune professioni per le quali la normativa prevede requisiti sanitari specifici, soprattutto quando una possibile alterazione dello stato di coscienza o un episodio di ipoglicemia potrebbe mettere a rischio la persona o terzi. In questi casi è necessario verificare le disposizioni che regolano quella specifica mansione e la situazione clinica individuale.

Particolare attenzione va prestata ai lavori che prevedono:

  • guida professionale;
  • attività ad alto rischio;
  • lavoro in quota;
  • utilizzo di macchinari pericolosi;
  • mansioni nelle quali una perdita improvvisa di coscienza potrebbe avere conseguenze particolarmente gravi;
  • particolari ruoli nelle Forze armate o nei corpi dello Stato, soggetti a discipline specifiche.

La valutazione dell’idoneità alla mansione spetta al medico competente, quando previsto dalla normativa sulla salute e sicurezza sul lavoro. La valutazione riguarda la specifica mansione e le eventuali prescrizioni o limitazioni indicate dal medico competente.

Anche la privacy è un elemento fondamentale. Le informazioni dettagliate sulla salute sono dati particolarmente protetti e il datore di lavoro deve accedere solo alle informazioni necessarie per le finalità previste dalla legge.

E se il diabete viene diagnosticato mentre si lavora?

La diagnosi non significa automaticamente perdita del posto di lavoro o impossibilità di continuare la propria attività.

Quando necessario, possono essere valutate misure organizzative che consentano alla persona di gestire la terapia, effettuare controlli, consumare pasti o spuntini e prevenire situazioni di rischio durante l’orario lavorativo.

L’obiettivo deve essere sempre quello di conciliare sicurezza, salute e permanenza al lavoro, valutando concretamente la situazione.

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RSA e assistenza

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Come avviene l’accesso all’assistenza residenziale e semiresidenziale

L’accesso all’assistenza residenziale e semiresidenziale avviene attraverso una valutazione multidimensionale, che considera le condizioni cliniche, il livello di autonomia, i bisogni assistenziali e il contesto sociale.

In una persona con diabete è importante che la struttura sia in grado di garantire una gestione appropriata della condizione, compresa, quando necessaria:

  • somministrazione dell’insulina;
  • monitoraggio della glicemia;
  • gestione dei dispositivi per il monitoraggio continuo;
  • riconoscimento e trattamento delle ipoglicemie;
  • corretta gestione dei pasti;
  • monitoraggio delle complicanze;
  • continuità con il medico di medicina generale e con i servizi specialistici;
  • gestione delle emergenze;
  • continuità terapeutica durante trasferimenti, ricoveri o visite specialistiche.

La struttura deve, quindi, essere in grado di organizzare l’assistenza sulla base dei bisogni individuali, senza adottare esclusioni automatiche legate alla sola diagnosi.

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Sport

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Consigli utili e piani individualizzati

L’esercizio regolare è parte importante della gestione del diabete e contribuisce al benessere fisico e psicologico. Le raccomandazioni del Ministero della Salute aggiornate nel 2024 comprendono indicazioni specifiche anche per le persone con diabete di tipo 1 e di tipo 2.

Bambini, adolescenti, adulti e anziani possono praticare attività fisica, scegliendo intensità e modalità in base all’età, alle condizioni cliniche, alla terapia e all’eventuale presenza di complicanze.

Nel diabete di tipo 1, l’attività fisica richiede particolare attenzione alla gestione della terapia insulinica e al rischio di ipoglicemia durante e dopo l’esercizio. Anche l’attività agonistica può essere praticata, quando le condizioni cliniche lo consentono e viene rilasciata la necessaria certificazione di idoneità sportiva.

Per chi pratica sport è importante concordare con il proprio team diabetologico un piano individualizzato che tenga conto, tra gli altri aspetti, di:

  • tipo e durata dell’attività;
  • intensità dell’esercizio;
  • terapia insulinica o farmacologica;
  • rischio di ipoglicemia;
  • alimentazione e idratazione;
  • monitoraggio della glicemia;
  • eventuali complicanze.

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Mobilità

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Patente di guida

La normativa prevede una valutazione specifica del rischio legato alla guida, con particolare attenzione alla presenza di ipoglicemie gravi o ricorrenti, alla capacità della persona di riconoscerle e gestirle e alle eventuali complicanze che potrebbero compromettere la sicurezza.

Patenti del gruppo 1, come A, B e BE: l’accertamento può essere effettuato dal medico autorizzato con il contributo della valutazione specialistica diabetologica. In presenza di condizioni cliniche che pongano dubbi sulla sicurezza alla guida, il caso può essere sottoposto alla Commissione Medica Locale.

Patenti del gruppo 2, come C, CE, D e DE, la valutazione è più stringente e viene effettuata dalla Commissione Medica Locale integrata da uno specialista diabetologo.

Durata del rinnovo

La durata dipende dal profilo di rischio, dall’età e dalle caratteristiche cliniche.

In particolare, nei modelli di valutazione del rischio utilizzati per il diabete.

Rischio basso: la durata può seguire le normali scadenze previste per età;

Rischio medio: la validità può essere ridotta, indicativamente fino a 5 anni per le persone sotto i 50 anni, 3 anni tra 50 e 70 anni e 1 anno oltre i 70 anni;

Rischio elevato: legato per esempio a ipoglicemie gravi e ricorrenti o a complicanze incompatibili con la sicurezza alla guida, l’idoneità può non essere riconosciuta. Per questo è importante preparare per tempo la documentazione diabetologica richiesta e non aspettare la scadenza della patente per iniziare l’iter.

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Adozione

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Cosa prevede la legge

Per l’adozione nazionale e internazionale, la legge richiede che gli aspiranti genitori siano in grado di educare, istruire e mantenere il minore. Nel percorso di valutazione vengono considerate anche le condizioni di salute degli aspiranti adottanti.

Questo significa che la presenza di una malattia cronica può entrare nella valutazione complessiva, ma non equivale automaticamente a una dichiarazione di inidoneità.

La Commissione per le Adozioni Internazionali indica tra la documentazione prevista anche la certificazione sanitaria relativa alle condizioni degli aspiranti genitori.

È quindi importante distinguere tra: diagnosi di diabete e effettiva capacità di svolgere nel tempo le funzioni genitoriali.

Adozione internazionale: attenzione alle regole del Paese

Nelle adozioni internazionali esiste un ulteriore elemento da considerare: il Paese di origine del minore può applicare requisiti propri nei confronti degli aspiranti genitori.

Alcuni Paesi possono prevedere criteri sanitari particolarmente restrittivi o valutare alcune patologie croniche in modo diverso rispetto all’Italia. Le regole possono inoltre cambiare nel tempo.

Per questo, prima di intraprendere un percorso di adozione internazionale, è fondamentale verificare con il Tribunale per i minorenni, la Commissione per le Adozioni Internazionali e l’ente autorizzato che segue la procedura quali siano i requisiti sanitari effettivamente applicabili al Paese scelto.

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Assicurazioni

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Possibili situazioni e casistiche

Il rapporto tra diabete e assicurazioni è uno degli ambiti nei quali possono emergere più facilmente difficoltà pratiche. Le compagnie assicurative valutano il rischio sulla base del singolo prodotto, delle condizioni contrattuali, della storia clinica e delle informazioni richieste in fase di sottoscrizione.

Possono quindi verificarsi situazioni diverse:

  1. accettazione della copertura alle condizioni standard;
  2. applicazione di un sovrappremio;
  3. esclusione di determinate condizioni o conseguenze;
  4. limitazioni della copertura;
  5. richiesta di informazioni o documentazione sanitaria aggiuntiva;
  6. rifiuto della proposta, quando previsto dalle condizioni e dalla valutazione del rischio.

Assicurazione sulla vita

La presenza del diabete può influenzare la valutazione del rischio di una polizza vita, la compagnia può richiedere informazioni sul tipo di diabete, sulla durata della malattia, sulla terapia, sul controllo metabolico, sulle eventuali complicanze e sulle altre condizioni di salute.

È importante rispondere in modo completo e veritiero alle domande del questionario sanitario. Dichiarazioni incomplete o inesatte possono infatti creare problemi al momento di un eventuale sinistro.

Prima di firmare, è fondamentale leggere con attenzione:

  • esclusioni;
  • franchigie;
  • periodi di carenza;
  • limiti di indennizzo;
  • eventuali sovrappremi;
  • condizioni relative alle patologie preesistenti.

Abbiamo attivato una convenzione con ITAS Assicurazioni per l’Assicurazione Vita

Assicurazione viaggio

Per le assicurazioni viaggio il tema delle patologie preesistenti è particolarmente importante.

Molte polizze standard possono escludere dalla copertura le condizioni mediche già presenti prima della stipula, oppure prevedere garanzie specifiche e condizioni aggiuntive.

Per una persona con diabete questo significa che non basta verificare che la polizza contenga la voce “spese mediche”.

Bisogna controllare esplicitamente se sono comprese:

  • emergenze legate al diabete;
  • complicanze della patologia;
  • ricoveri;
  • assistenza medica;
  • acquisto o sostituzione di farmaci;
  • trasporto sanitario;
  • rimpatrio;
  • eventuale accompagnamento di un familiare;
  • annullamento del viaggio per motivi sanitari.

Questa attenzione è particolarmente importante per studenti che partecipano a Erasmus, programmi di studio all’estero, soggiorni linguistici o lunghi periodi fuori casa.

La copertura deve essere verificata prima della partenza, leggendo le condizioni contrattuali e dichiarando correttamente la presenza del diabete quando richiesto.

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Viaggi e estero

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Cosa portare in viaggio

La chiave è organizzarsi in anticipo, soprattutto quando il viaggio è lungo, si attraversano più Paesi o si trascorre molto tempo lontano dai normali riferimenti sanitari.

Prima della partenza è utile preparare un piccolo piano di viaggio per la gestione del diabete, concordato con il proprio team sanitario.

È consigliabile avere con sé:

  • insulina e farmaci necessari per l’intero viaggio;
  • una quantità aggiuntiva di materiale, in caso di ritardi o imprevisti;
  • dispositivi per il monitoraggio della glicemia;
  • materiale per la somministrazione dell’insulina;
  • eventuale materiale di ricambio per microinfusore e sistemi di monitoraggio;
  • zuccheri a rapido assorbimento;
  • documentazione sanitaria essenziale;
  • prescrizioni e certificazioni utili;
  • una lettera del medico, preferibilmente anche in inglese, che descriva terapia e dispositivi utilizzati.

È prudente distribuire i farmaci e i dispositivi tra il bagaglio a mano e una seconda disponibilità di emergenza, evitando di affidare tutto al bagaglio imbarcato.

Per i viaggi in aereo è opportuno informarsi preventivamente sulle regole della compagnia aerea e dell’aeroporto relative a farmaci, aghi, dispositivi e materiale medico.

Assistenza sanitaria in Europa: TEAM

Per chi viaggia temporaneamente nei Paesi dell’Unione Europea e nei Paesi aderenti al sistema, la Tessera Europea di Assicurazione Malattia (TEAM/EHIC) rappresenta uno strumento importante, poiché consente di accedere alle cure medicalmente necessarie erogate dal sistema sanitario pubblico del Paese visitato, alle condizioni previste per gli assistiti di quel Paese.

La TEAM, tuttavia, non sostituisce un’assicurazione viaggio: non copre, per esempio, l’assistenza sanitaria privata, il rimpatrio sanitario o altri rischi legati al viaggio.

Prima di partire è quindi consigliabile avere entrambe le cose:

TEAM + assicurazione viaggio adeguata alla propria condizione di salute.

Ricette e farmaci all’estero

La prescrizione italiana per l’insulina può essere utilizzata in Europa?

In linea generale, una prescrizione rilasciata in uno Stato dell’Unione Europea può essere riconosciuta negli altri Stati membri attraverso il sistema delle prescrizioni transfrontaliere.

Questo non significa però che una ricetta italiana garantisca automaticamente la disponibilità o la dispensazione del farmaco in qualsiasi Paese.

Il medicinale potrebbe: avere un nome commerciale diverso; non essere commercializzato in quel Paese; essere soggetto a regole di dispensazione differenti; richiedere informazioni aggiuntive; non essere riconosciuto nel formato elettronico utilizzato in Italia.

Per questo, se si prevede di dover acquistare insulina all’estero, è opportuno chiedere al medico una prescrizione transfrontaliera completa, verificando che riporti le informazioni necessarie e, quando possibile, avere con sé anche una copia cartacea.

Erasmus, studio e soggiorni all’estero

Cosa fare prima della partenza

Un programma Erasmus, un’università all’estero, un tirocinio, un soggiorno linguistico o un’esperienza di lavoro fuori dall’Italia sono opportunità che una persona con diabete può prendere in considerazione.

Prima della partenza è però necessario trasformare la gestione quotidiana del diabete in un vero e proprio piano di continuità assistenziale.

È utile verificare:

  • copertura sanitaria prevista dal programma;
  • validità della TEAM;
  • assicurazione privata e relative esclusioni;
  • copertura delle patologie preesistenti;
  • modalità di accesso al sistema sanitario locale;
  • disponibilità dei farmaci utilizzati;
  • disponibilità di insulina equivalente;
  • gestione dei dispositivi;
  • possibilità di reperire consumabili;
  • riferimenti di un centro diabetologico nella località di destinazione;
  • documentazione sanitaria e prescrizioni;
  • modalità di trasporto e conservazione dell’insulina.

Per gli studenti minorenni o per i ragazzi che partono per la prima volta, è particolarmente utile preparare insieme alla famiglia, al team diabetologico e all’organizzazione ospitante un piano scritto per la gestione ordinaria e delle eventuali emergenze.”

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Vaccini

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Il tema vaccini è da sempre molto dibattuto. Cerchiamo di fare luce sugli aspetti rilevanti per tutte le persone con diabete tipo 1 e tipo 2 di ogni età in modo da chiarire ogni dubbio sul’argomento.

Controindicazioni

Le vaccinazioni sono controindicate solo per le persone con diabete che presentano alterazione del sistema immunitario congeniche o acquisite (HIV, in terapia immunosopressiva o con steroidi ecc.). Il solo diabete, anche di tipo 1 -autoimmune- non comporta un’alterazione del sistema immunitario che si presenta anzi funzionale come per le persone che non hanno il diabete.

Rischi

Le vaccinazioni non comportano rischi particolari. Ogni eventuale evento avverso va comunque segnalato prontamente. In passato è stata perfino ipotizzata una causalità sull’insorgenza del diabete tipo 1 in bambini e adulti. Bisogna sottolineare che ad oggi non è dimostrata alcuna correlazione tra le campagne di vaccinazione degli ultimi decenni e l’insorgenza del diabete di tipo 1. I vaccini rappresentano anzi un’importante arma di difesa per chi ha il diabete di ogni tipo ed in particolare in alcuni casi che andremo ad affrontare.

Come approcciarsi alle vaccinazioni

Lo stato persistente di iperglicemia e/o di chetosi comporta un deficit nella risposta immunitaria. Per questo motivo, oltre che per la prevenzione delle complicanze, è importante mantenere un buon compenso metabolico, soprattutto in prossimità della somministrazione del vaccino.

E’ inoltre importante iniettare il vaccino in zone diverse da quelle in cui viene iniettatata l’insulina.

Minori con diabete

Per i minori con diabete non esiste alcuna differente risposta del sistema immunitario ed è quindi importante eseguire le normali vaccinazioni consigliate a tutti i bambini ed i successivi richiami.

Come ci si vaccina?

Il vaccino è somministrato presso i centri vaccinali delle proprie ASL di riferimento, presso gli ambulatori dei Medici di Medicina Generale (MMG) e presso i Pediatri di libera scelta.

Vaccinazioni consigliate e gratuite per le persone con diabete (tipo 1 e tipo 2)

– INFLUENZA

1 volta all’anno (soprattutto per i minori di 2 anni e i maggiori di 65 anni)


– DIFTERITE, TETANO E PERTOSSE

1 volta ogni 10 anni


– MORBILLO, PAROTITE, ROSOLIA e VARICELLA

– PNEUMOCOCCO (POLMONITE)

– MENINGOCOCCO B e ACWY (MENINGITE)

1 volta nella vita


– PAPILLOMA VIRUS (HPV)

1 volta a 12 anni


– EPATITE B

1 volta nella vita solo per predializzati e persone in dialisi


– HERPES ZOSTER (FUOCO DI S.ANTONIO)

1 volta nella vita per chi ha più di 50 anni

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