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Conoscere
il diabete

Tipologie di diabete e principali aspetti della malattia.

DIABETE

Dalla diagnosi alla cura:
conoscere le diverse forme di diabete

Parlare di diabete significa parlare di condizioni diverse tra loro. Il tratto comune è l’aumento della glicemia, cioè della concentrazione di glucosio nel sangue, ma le cause che lo determinano, il momento in cui compare e il modo in cui viene gestito possono essere molto differenti.

Le forme più conosciute sono il diabete di tipo 1, il diabete di tipo 2 e il diabete gestazionale. A queste si aggiungono forme meno frequenti, come il LADA, oltre a diverse forme di diabete secondarie ad altre condizioni o legate a specifiche alterazioni genetiche. Riconoscere correttamente il tipo di diabete è importante per individuare il percorso terapeutico e assistenziale più appropriato.

Diabete di Tipo 1

Diabete di Tipo 2

Diabete Gestazionale

LADA

DIABETE

Il diabete spiegato semplice

Diabete tipo 1

Una forma autoimmune

Causa:

il sistema immunitario
attacca le cellule del
pancreas che
producono insulina.

Esordio:

può comparire a
qualsiasi età, spesso
durante l’infanzia e
l’adolescenza.

Sintomi:

Sete intensa, minzione
frequente, stanchezza e
perdita di peso.

Gestione:

richiede una terapia
insulinica continuativa
e il monitoraggio della
glicemia.

Non è causato dallo stile
di vita e attualmente non
può essere prevenuto.

Diabete tipo 2

La forma più diffusa

Causa:

l’organismo utilizza meno
efficacemente l’insulina
e, nel tempo, può
produrne una quantità
insufficiente.

Fattori di rischio:

familiarità, età,
predisposizione genetica,
eccesso di peso e
sedentarietà, tra gli altri.

Esordio:

spesso graduale e
senza sintomi evidenti.

Gestione:

può comprendere
modifiche dello stile di
vita, farmaci e, quando
necessario, insulina.

Controlli regolari e
diagnosi tempestiva
sono importanti per
prevenire le complicanze.

Diabete gestazionale

Una condizione che si manifesta in gravidanza

Causa:

i cambiamenti ormonali
della gravidanza
possono ridurre
l’efficacia dell’insulina.

Diagnosi:

generalmente attraverso
gli esami di screening
previsti durante la
gravidanza.

Gestione:

alimentazione adeguata,
attività fisica compatibile
con la gravidanza e, se
necessario, terapia
farmacologica.

Dopo il parto:

nella maggior parte dei
casi si risolve, ma
aumenta il rischio futuro
di diabete di tipo 2.

Il monitoraggio dopo la
gravidanza è importante
anche quando la glicemia
torna nella norma.

LADA

Una forma autoimmune dell’adulto

Causa:

una reazione autoimmune
compromette
progressivamente la
produzione di insulina.

Esordio:

in età adulta, con
un’evoluzione
generalmente più lenta
rispetto al tipo 1.

Diagnosi:

può richiedere la ricerca
di autoanticorpi specifici
e la valutazione della
produzione residua di
insulina tramite C-
peptide.

Gestione:

il trattamento viene
adattato nel tempo e
può rendere necessaria
la terapia insulinica.

Inizialmente può essere
confuso con il diabete di
tipo 2: riconoscerlo
permette di definire il
percorso di cura più
appropriato.

Diabete di Tipo 1

Il diabete di tipo 1 ha origine da una risposta anomala del sistema immunitario, che attacca le cellule beta del pancreas responsabili della produzione di insulina. Con il progredire del processo autoimmune, la capacità dell’organismo di produrre questo ormone viene persa.

Esordio e sintomi

Non è provocato dall’alimentazione o dalle abitudini di vita e, allo stato attuale, non può essere prevenuto, ma può manifestarsi a qualsiasi età, anche se l’esordio è frequente durante l’infanzia, l’adolescenza e la prima età adulta. I sintomi possono comparire in tempi relativamente rapidi: sete intensa, bisogno frequente di urinare, stanchezza e perdita di peso non intenzionale sono alcuni dei segnali più comuni. In alcuni casi la diagnosi avviene quando è già presente una complicanza acuta, come la chetoacidosi diabetica.

L’insulina è indispensabile per chi vive con il diabete di tipo 1. Di conseguenza, la terapia deve quindi essere assunta per tutta la vita e accompagnata dal monitoraggio della glicemia e da un percorso di educazione alla gestione quotidiana della condizione.

Diabete di Tipo 2

È la forma di diabete più diffusa. Nel tipo 2 l’insulina prodotta dall’organismo non riesce a svolgere efficacemente la propria funzione e, con il tempo, il pancreas può non essere più in grado di compensare producendo quantità sufficienti dell’ormone, con un aumento progressivo della glicemia.

I fattori di rischio

La sua comparsa è legata a un insieme di fattori: familiarità, età, predisposizione genetica, eccesso di peso, distribuzione del grasso corporeo e livello di attività fisica. Questi elementi possono contribuire al rischio, ma nessuno, preso singolarmente, spiega lo sviluppo della malattia.

Una condizione spesso silenziosa

Un aspetto caratteristico del tipo 2 è la sua evoluzione spesso silenziosa. Per molto tempo la glicemia può aumentare senza provocare sintomi evidenti e la diagnosi può arrivare durante un controllo di routine o dopo diversi anni dall’inizio della
malattia. Proprio per questo la conoscenza dei fattori di rischio e l’accesso ai controlli sono particolarmente importanti.
Il trattamento viene scelto in funzione delle caratteristiche della persona e può includere alimentazione equilibrata, attività fisica, farmaci e, quando necessario, insulina. Un buon controllo della glicemia e degli altri fattori di rischio contribuisce a ridurre la possibilità di sviluppare complicanze cardiovascolari, renali, oculari e neurologiche.

Diabete Gestazionale

Il diabete gestazionale compare durante la gravidanza in persone che non avevano precedentemente una diagnosi di diabete. La gravidanza modifica profondamente il metabolismo: gli ormoni prodotti dalla placenta possono rendere le cellule meno sensibili all’insulina. 

Spesso non ci sono sintomi riconoscibili, per questo il diabete gestazionale viene generalmente individuato attraverso i controlli programmati durante la gravidanza, che permettono di intervenire anche quando la futura mamma non avverte alcun disturbo.

Gestione e controlli nel tempo

La gestione viene stabilita dal team sanitario e può prevedere attenzione all’alimentazione, attività fisica compatibile con la gravidanza e, quando necessario, terapia farmacologica. Nella maggior parte dei casi il diabete gestazionale si risolve dopo il parto, ciò non significa però che il rischio metabolico scompaia: chi ha avuto un diabete gestazionale presenta una maggiore probabilità di sviluppare in seguito un diabete di tipo 2 e necessita quindi di un adeguato follow-up nel tempo.

LADA

Dietro l’acronimo LADA, Latent Autoimmune Diabetes in Adults, si nasconde una forma di diabete autoimmune che compare in età adulta e che evolve più lentamente rispetto al diabete di tipo 1. 
Nelle fasi iniziali il quadro può ricordare quello di un diabete di tipo 2: la persona continua a produrre insulina e la progressione dell’iperglicemia è graduale. Nel tempo, però, l’attacco autoimmune compromette sempre più le cellule beta pancreatiche e la produzione di insulina diminuisce. Per questo motivo alcune persone ricevono inizialmente una diagnosi di tipo 2 e vengono successivamente rivalutate.

Come viene diagnosticato

La diagnosi può richiedere esami specifici, tra cui la ricerca degli autoanticorpi associati al diabete autoimmune e la valutazione della produzione residua di insulina attraverso il C-peptide. Individuare il LADA permette di seguire l’evoluzione della funzione pancreatica e di adeguare tempestivamente il trattamento, considerando che, con il tempo, la maggior parte delle persone con LADA arriva ad avere bisogno della terapia insulinica.