Fornire le opportune informazioni di educazione sanitaria e sostenere nell’autocura i giovani diabetici a maggior fragilità che non sono in grado di seguire correttamente il programma terapeutico e che non hanno il necessario supporto familiare nella gestione complessiva della malattia. E’ questo l’obiettivo del progetto che inizia quest’anno, in via sperimentale nel distretto di Parma, realizzato dall'Azienda USL (con la Pediatria di Comunità, il Servizio Infermieristico domiciliare, i medici specialisti), dal Centro di Riferimento Regionale per la Diabetologia Pediatrica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria, dai Pediatri di libera scelta, dai Servizi Sociali e dall'Associazione Giovani Diabetici. Solo a Parma, i giovani da 0 a 19 anni affetti da diabete sono un centinaio.
Famiglie a basso reddito, con disagio socioeconomico e/o a bassa scolarità, nuclei extracomunitari o con bambini e/o ragazzi che presentino evidenti difficoltà di adesione alla terapia: sono queste le tipologie di utenti che necessitano di interventi di educazione terapeutica e di sorveglianza attiva. Il rapporto terapeutico con i pazienti per essere valido deve essere improntato soprattutto su un atteggiamento educazionale, rivolto alla famiglia ed al giovane paziente, che devono assumere un ruolo competente ed autonomo nella gestione della malattia.
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